News

Not Set e Not Provided: “To Be or Not to be”

Una mattina, svegliandomi di soprassalto, dopo un brutto sogno e con la velocità di un bradipo, mi preparai per la tradizionale giornata da webworker, ignaro della “tragedia” che mi stava aspettando. Arrivai a lavoro. Mi misi seduto. Accesi il pc. Aprii Google Analytics….ed eccola li…quella parola che, su Provenienze da Chiavi di ricerca, non avrei mai voluto vedere…NOT PROVIDED!

keyword-not-provided

“Accidenti” pensai. “Non fornito!?”-“Perchè? Perchè? Perchè?” In un attimo ripercosi la mia carriera, improntata su strategie SEO e ricerca di keywords, e la vidi calare a picco…poi, però, iniziai a ragionare. Perchè Google ha deciso, nel corso del 2012 e del 2013, di introdurre una ricerca oscurata? Che fine faranno le parole chiave con le quali si riuscivano a tracciare statistiche efficaci?

Da buon web maker iniziai a “smanettare” nel vasto mare del web alla ricerca, disperata, di spiegazioni plausibili.

“Tutelare maggiormente la privacy degli utenti”

così Google giustificava questo cambiamento, ma la motivazione faceva acqua da tutte le parti per 2 ragioni:

  • nei dati oscurati non c’era alcun serio rischio per la privacy degli utenti;
  • su Adwords, programma a pagamento, i dati erano tutti in chiaro.

In poche parole, gli utenti, loggati tramite il proprio account Google Plus venivano indirizzati automaticamente sul protocollo protetto https (non più http), non potendo più accedere alla stima delle keywords utilizzate per raggiungere i siti ricercati. Tuttavia le sue visite generali, che non avevano una parola chiave definita, venivano direttamente conteggiate nel traffico, definito Not Set. Allora che significava?

Perchè Big G non prevedeva lo stesso metodo anche per AdWords? Semplice. Aveva ragione chi diceva che “chi si presenta con i soldi in bocca ha la precedenza” ed Adwords di soldi ne fa guadagnare tanti. Questa virata commerciale mi faceva pensare ad almeno due spiegazioni:

  • forzare la mano su Adwords e “costringerci” ad utilizzare in modo più intensivo il suo strumento pubblicitario, già incredibilmente redditizio;
  • mossa proiettata al futuro che spiani la strada ad un potenziale cambiamento della licenza d’uso di Google Analytics, affiancando al servizio free una versione a pagamento che includa il monitoraggio delle keywords.

In realtà queste due motivazioni fanno parte della stessa medaglia. Qualora Google decidesse di creare davvero una nuova versione di Analytics, non è detto che tutti vogliano pagarne il servizio. Ciò dipenderà dal prezzo adottato: se Google scegliesse di applicare un canone di fascia media, per molti potrebbe risultare più interessante e conveniente utilizzare comunque AdWords, per ricavare certi dati.
In caso contrario, ahimè, Google si garantirebbe investimenti maggiori.

Non so voi come vi sareste sentiti, ma io mi ritrovai come con le spalle al muro. Il concetto era palese: o paghi..o sei destinato a vivere nell’oblio!
Ma non è finita, proprio questa mattina ho fatto un’ulteriore scoperta che mi ha lasciato a bocca aperta. Se sei loggato e digiti www.google.it non solo vieni indirizzato al protocollo protetto ma ti viene richiesto di inserire i dati: sesso, età e gli interessi per creare un profilo completo dei “clienti”…e allora la politica della privacy? La buttiamo nel cestino?

Ormai cerco di non stupirmi più..ma non c’è mai un limite. Ho provato a farlo altre volte per capire se avevo visto bene oppure no, ma purtroppo non sono più “inciampato” su questo inutile dettaglio. Se davvero fosse cosi sarebbe un bel colpo basso che ci dimostrerebbe le reali volontà economico/commerciali delle grandi menti di Mountain View e l’intera farsa teatrale che vi è stata costruita sopra e alla quale abbiamo assistito da spettatori inermi.

La SEO in tutto questo?

Ai fini del lavoro delle agenzie SEO e in generale del web marketing non cambia poi molto se non le diverse procedure da attuare ed il tempo impiegato…la vera differenza è mentale. Bisogna  rimboccarsi le maniche e fare il proprio mestiere nel miglior modo possibile e se ciò è possibile solo privandoci dell’analisi delle keyword a favore di una tracciabilità diversa..che ben venga! Probabilmente l’obiettivo di Google è quello di risolvere l’intero assetto, prima con la ricerca intuitiva, Hummingbird, poi con l’analisi Not Set e Not Provided. Lo scopo? Se volessimo, per un attimo, chiudere gli occhi sulla questione business, potremmo arrivare a pensare che la ragione sia quella di agevolare il lavoro agli utenti e proteggerne la reputazione. Ma mi raccomando..non vi abituate a stare troppo con gli occhi chiusi!

Ma, nonostante le perplessità e le imprecazioni iniziali, l’atteggiamento giusto è quello di rassegnarsi ed impiegare maggior tempo per ottenere ottimi risultati. Mentre con Web Analytics eravamo in grado di sapere “quali parole chiave davano risultati migliori in termini di conversioni, di permanenza sul sito, di numero di pagine viste e quali, invece, generavano visite di bassa qualità, intercettando utenti con scarsa propensione al contatto/acquisto”; adesso, invece, dobbiamo rivedere le strategie di ottimizzazione e posizionamento. Chi di SEO ne ha fatto il proprio sostentamento saprà sicuramente sbrogliare questo filo di Arianna e rendersi conto che, con un po’ di fatica in più, si potrà arrivare a risultati migliori rispetto a prima, in fin dei conti la questione privacy, a lungo dibattuta, è un tasto ancora dolente e potremmo avere sorprese da un momento all’altro.

“E quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare”

È il momento di dimostrare la propria bravura, le proprie competenze e la propria dimistichezza con le diverse fonti che si hanno a disposizone per ottenere dati utili da comparare alle precedenti,“incrociando” tra loro quelli provenienti da diverse fonti in un SEO audit avanzato, ad esempio:

  • Google Webmaster Tools;
  • le Campagne Adwords;
  • gli altri Motori di Ricerca, che non hanno oscurato i dati relativi alle keyword, incrementando il traffico, in particolare, di Bing.

Se per alcuni, compreso me, le prospettive non sono così drammatiche; non tutti hanno la stessa opinione. Alla fine, quindi, è arrivato il fatidico momento che i catastrofici aspettavano dal 2011: l’apocalisse SEO! Quando Google iniziò a eliminare le keyword e la not provided ha iniziato a crescere, i più “fiduciosi” hanno visto, in questo cambiamento, la morte della SEO…per la centesima volta.
Il panorama web cambia continuamente, apportanto modifiche a volte utili a volte meno, ma non per questo da considerarsi nocive; è sbagliato, ogniqualvolta, bloccarsi ed entrare nel panico, o peggio ancora, giudicare la fine dell’attività di ottimizzazione, perchè significherebbe non valorizzarne le reali potenzialità. Le strategie sono il nostro pane quotidiano e sbaglieremmo se ci bloccassimo al primo ostacolo…il mondo è in “continuo divenire”, seguendone il flusso ne trarremo benefici…anche economici!
Facciamo tesoro dei dati in web analytics che ci confermano l’evidente crescita di parole chiave “not provided” che coinvolgono volumi di ricerca particolarmente significativi, impennando anche fino all’80% rendendo inutili i report sulle Parole Chiave.
Alla fine dell’articolo potete dare un’occhiata (e se vi piace condividere) alla nostra infografica in chiave simpatica sul Not Provided e la figura del SEO. Vi renderete conto dell’incremento raggiunto da Marzo 2012 ad oggi, in linea con gli ultimi aggiornamenti algoritmici e delle reazioni ad esso legate. Si ipotizza addirittura un’impennata stravolgente del 100% per Novembre 2013. Nel frattempo…aspettiamo e auguriamo…

“Lunga vita alla SEO, con keywords o senza!”

IT

infographic-not-provided-seo IT

<a alt="Not Provided SEO IT" href="https://www.tun2u.it/images/infographics/infographic-not-provided-seo_IT.jpg"><img src="https://www.tun2u.it/images/infographics/infographic-not-provided-seo_IT.jpg" height="401" width="300" /></a>

EN

infographic-not-provided-seo EN

<a alt="Not Provided SEO EN" href="https://www.tun2u.it/images/infographics/infographic-not-provided-seo_EN.jpg"><img src="https://www.tun2u.it/images/infographics/infographic-not-provided-seo_EN.jpg" height="401" width="300" /></a>
Claudio Migliorati
Claudio Migliorati
SEO Specialist