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Google Hummingbird: l’algoritmo intuitivo!

Google non si ferma mai e per il suo 15° anno di attività ha deciso di farsi un bel regalo: Hummingbird. Big G. ha pensato di creare un algoritmo nuovo di zecca, sostituendolo all’attuale Caffeine 2010, per rafforzare il rapporto fra l’utente e il motore di ricerca.

La caratteristica principale di Hummingbird è quella di effettuare ricerche più mirate e di riorganizzare / re-interpretare le informazioni archiviate per fornire risultati sempre più pertinenti.

Con questo nuovo sistema, Google potrà analizzare le domande degli utenti in modo sintatticamente diverso, estrapolando non solo le parole più rilevanti ma le varie correlazioni tra loro, in base alla ricerca effettuata.

Quali saranno le precise attività di Hummingbird?

Attraverso il precedente algoritmo, Google individuava l’interazione delle parole chiave nelle pagine del suo indice, restituendo risultati keyword-driven e creando un elenco, in base alla quantità di correlazioni che riusciva a trovare. Con Hummungbird, invece, introduce la “Conversational search” improntata sull’interpretazione delle frasi di senso compiuto, segnando il passaggio da un “keyword-driven” ad un “answer-driven”. Cosa significa?

Nello specifico Google ha voluto prestare maggior attenzione ad ogni singola parola della query, assicurandosi che l’intera frase venga compresa e non solo alcune parole. Il suo obiettivo è quello di mettere in evidenza le pagine collegate al significato in toto, facendo una domanda precisa (answer driven) piuttosto che alle pagine rispondenti solo ad alcuni termini (keyword driven). In pratica viste le capacità del nuovo algoritmo, nelle nostre ricerche si potrà scegliere di utilizzare keyword precise (es “Analisi logica: come fare per non sbagliare”) o meglio, keyword complesse e strutturate (es “Come fare l’analisi logica correttamente”).
Vediamo un esempio di come potrebbe funzionare il nuovo algoritmo:

  • Impostazione della ricerca. “Dove posso comprare un iPhone 5 vicino casa mia?”;
  • Ricerca. Il vecchio sistema avrebbe concentrato la propria ricerca soltanto su parole come comprare e iPhone 5; Hummingbird invece, può comprendere meglio la posizione effettiva della casa e del negozio, analizzando informazioni condivise nel web legate al tuo profilo, prestando attenzione alla corrispondenza tra le query.
  • Associazione e Risultato. A questo punto, il nuovo motore scandaglia la rete rintracciando le relazioni con la nostra query di ricerca e genera la SERP; in questo caso specifico tutti i negozi che vendono iPhone5 in una zona particolare vicino casa mia.

Ma che ne sarà del vecchio motore?

In molti si chiedono il perchè di questo cambiamento, ma la risposta è quasi scontata. Difatti, alla luce della diffusione delle ricerche vocali attraverso dispositivi sempre più innovativi, è stato necessario effettuare un cambiamento di rotta e creare un algoritmo capace di intuire richieste sempre più complesse.
Tuttavia, non si può parlare realmente di un prima e un dopo, di un vecchio e nuovo, perchè tutto ciò che è stato aggiornato negli anni non verrà totalmente cancellato ma integrato ai nuovi Ranking Factors. In poche parole Panda, Penguin e gli altri updates non sono morti.

Hummingbird rappresenta,quindi, un passo verso un’ottimizzazione della ricerca individuale senza nulla togliere ai precedenti algoritimi poichè i criteri di indicizzazione e l’attenzione alla qualità da parte di Google restano invariati. Nonostante Hummingbird sia stato ufficializzato da pochi giorni, il suo motore ha cominciato a pulsare ormai da 1 mese e sta migliorando le nostre ricerche senza alcuna critica con un incremento abbastanza evidente che si evince nella recente Google Timeline.

search-timeline

A livello di consulenze SEO questo comporterà sicuramente una riflessione per addetti del settore, con la speranza di portarli verso una scelta di ottimizzazione on-site più “umana” e meno legata all’uso delle singole keyword combinate. Ormai è certo che Google premia la qualità dei contenuti ma tutt’ora rimaneva la brutta abitudine o costrizione ad utilizzare TITLE ed H1 spudoratamente orientati al posizionamento su keyword specifiche. Hummingbird oltre ad evolvere la comprensione delle query vuole sicuramente porre rimedio alla mancanza di “titoli” poco efficaci e spesso non all’altezza dei contenuti, cercando ulteriormente di ridefinire l’approccio ad una SEO di qualità e non fatta di sole regole.
Non ci resta che sperare e confidare nella scelta tattica del nome stesso di Hummingbird che in italiano, così come in natura, si traduce con la velocità e la precisione del colibrì. Qualcosa vorrà dire no?

Claudio Migliorati
Claudio Migliorati
SEO Specialist