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Google Penguin: Annunciato l’imminente Update

Dopo mesi di rumors che hanno imperversato su blog, siti web e forum di settore il momento sembra arrivato: il temutissimo e attesissimo Penguin Update, aggiornamento dell’algoritmo di penalizzazione contro il webspam, è alle porte.
In realtà Google sta lavorando da diverso tempo per combattere la difficile “guerra virtuale” ai siti di pessima qualità e valore, apportando sempre nuove modifiche agli algoritmi di analisi con l’obiettivo di pulire la Serp.

Matt Cutts, davanti alla platea mondiale del Search marketing Expo 2013, ha annunciato il rilascio di importanti aggiornamenti non solo di Penguin ma anche di Panda e EMD, mettendo in evidenza la tendenza di Google a premiare sempre più contenuti utili e di qualità, a discapito dei furbetti e del dilagare del Web spam.
Si parla di un evento, a detta dello stesso Cutts, dagli esiti apocalittici che farà discutere per molto tempo la comunità SEO.

Come sopravvivere ai nuovi aggiornamenti dei temuti Panda e Penguin? Cosa cambierà per i SEO?

Il rilascio dell’ultima versione di Google Penguin ancora non ha una data ufficiale a cui fare riferimento, ma si parla di Penguin 2.0: con queste parole Matt Cutts sottolinea come l’imminente update rivoluzionerà in maniera drastica la struttura di Penguin e genererà nuovi algoritmi che analizzeranno i backlink e la densita delle keyword. Il pensiero diffuso è che, dopo i precedenti rilasci di maggio e ottobre (1.1 e 1.2), la vita dei Black Hat Seo diventerà davvero impossibile.
L’ingegnere di Google ha sempre ribadito con forza l’importanza rivestita dai responsabili dell’ottimizzazione dei siti per i motori di ricerca. Le attività virtuose che ogni White Hat Seo, figura definita positiva e costruttiva, dovrebbe compiere sono volte a migliorare l’indicizzazione, l’usabilità e la velocità di un sito web e realizzate principalmente attraverso:

    • definizione e selezione delle parole chiave maggiormente pertinenti al contenuto che ci si aspetta di trovare visitando ogni singola pagina del nostro sito;
    • corretta scrittura del codice html ed, in particolare, title, H1, H2, H3 e dei dati meta;
    • rispetto dei principi espressi in Google Webmaster dal punto di vista di: struttura, sintassi e semantica;

cura, originalità e qualità dei contenuti proposti;

  • backlinking di valore.

Sostanzialmente chi ha sempre lavorato per ottimizzare il proprio sito in modo trasparente (white hat SEO) attendendo con pazienza di scalare la Serp, potrà dormire notti tranquille e brinderà all’attesa pulizia della Serp da siti di scarso valore riusciti a raggiungere le prime posizioni con pratiche scorrette. Invece chi, per errore, avesse infranto una o più regole vedendo precipitare il proprio sito in fondo alla Serp di Google, Bing o Yahoo (per citare i motori di ricerca più utilizzati dagli utenti) potrà sempre analizzare i propri errori e correre ai ripari prima di essere bannato definitivamente.

Ma vediamo quali sono le principali motivazioni di penalizzazione

Google Penguin è un algoritmo che ha lo scopo di ricercare e penalizzare tutti quei siti colpevoli di aver risalito le SERP con pratiche scorrette. Possiamo classificare queste attività di Black Hat Seo in due macrocategorie: la prima legata alla sovraottimizzazione dei siti, la seconda legata al link building.

1. Sovra – ottimizzazione: se si esagera con l’ottimizzazione si otterrà il risultato opposto in quanto Penguin leggerà questa attività coma un’interferenza indesiderata al motore di ricerca. Esempi ne sono il keyword stuffing e il link spamming.

keyword stuffinglink spam

2. Link Building fraudolento: il link building è un’attività molto importante e permette di dare credibilità (Trust) alle tue pagine Web riconosciute da Google come pagine di qualità; questo consentirà al tuo sito Web di aumentare progressivamente il proprio Page Rank. Tuttavia i back link di pessima qualità e l’eccessivo scambio di link reciproci verrà penalizzato con l’azzeramento dell’indicizzazione.
È lo stesso Cutts a dichiarare l’inasprimento della guerra al mercato legato al commercio di link. La prima azione concreta ed eclatante risale a poche settimane fa quando il network di link “Sape Links” ha subìto un durissimo colpo: la promessa è che questo sarà solo il primo di una lunga serie. Affidati quindi solo ad agenzie SEO professionali!

Black Hat Seo e White Hat Seo: tecniche a confronto

black hat white hat

Black Hat

  • contenuto nascosto o duplicato
  • meta keyword stuffing
  • Doorway o Gateways Pages
  • Link Farming
  • Cloaking

White Hat

  • Contenuti di qualità (Content is King)
  • Utilizzo corretto dei marcatori Semantici
  • Separare il Contenuto dalla Presentazione tramite CSS
  • Attributi Title e Meta Data
  • Selezione delle migliori e maggiormente pertinenti Keyword
  • Link Building di qualità

E tu quale cappello indossi?

Claudio Migliorati
Claudio Migliorati
SEO Specialist