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Ottimizzare la sinergia tra landing page e target

Una landing page, ovvero una pagina ‘di destinazione’ nella quale il visitatore viene portato (e nella quale dovremmo essere bravi a farlo rimanere), è un importante strumento per raggiungere nuovi clienti;

per questo la necessità è più che mai quella di essere sicuri che il nostro messaggio sia efficace ma, prima di tutto, che venga letto dagli utenti.

Il mondo del web attuale è frenetico e composto da milioni di pagine e questo ha inciso sul comportamento dei fruitori di internet, sempre più portati a filtrare i risultati prendendo in considerazione esclusivamente ciò che è rilevante per loro.

In sostanza, il visitatore che ‘atterra’ in una pagina del nostro sito dovrebbe esserne subito colpito e trovarvi contenuti interessanti, oltre che le informazioni che stava cercando. Se non si riesce a fare questo, il rischio maggiore è che la gente non legga il nostro contenuto; e, di conseguenza, il nostro sito non converte.

La soluzione per una landing page ottimizzata ed in grado di essere apprezzata dai visitatori è a monte, nella sua conformazione; si deve scrivere la pagina di destinazione tenendo a mente tutte le tipologie di utenti che vi accederanno. Al riguardo, è possibile ottimizzare una landing page partendo da quelle che sono le esigenze di ogni tipo di lettore e dal modo in cui ciascuno di questi è abituato a consumare le informazioni sul web. Vediamo come possono essere catalogati gli utenti della rete.

Lettori:

sono gli utenti ideali poichè tendono a leggere l’intera pagina partendo dalla parte superiore e scorrendo poi verso il basso. Data l’attuale frenesia che caratterizza il mondo web, questi utenti sono sempre di meno. Per far presa su questa tipologia di visitatore la cosa più importante è, naturalmente, la qualità del contenuto.

Lettori veloci:

in inglese si possono etichettare con il termine ‘scanners’. Questo utente tende a leggere il titolo ed alcune frasi dell’introduzione; dopodichè procede soltanto se interessato a quanto letto e focalizzandosi sempre su parole in grassetto, titoli di paragrafi e tutte le parole che si distinguono visivamente. Il lettore veloce tende a consultare esclusivamente i contenuti ‘above the fold’, ovvero quelli nella parte della pagina fruibile senza dover scorrere verso il basso. Per raggiungere questa tipologia di utenti è necessario far emergere fin da un primo rapido colpo d’occhio quelli che sono i contenuti rilevanti. Ci si può aiutare con menù, sottomenu, voci in grassetto ecc….

Bottom feeders:

ovvero il visitatore che tende a leggere titolo ed alcune parole principali della descrizione per poi saltare subito alla fine della pagina cercando un riepilogo del messaggio. Se trovano di interesse questo riepilogo, solo a quel punto tornano indietro e leggono più approfonditamente i contenuti del testo.
Per raggiungere questi utenti è importante che la zona in basso della nostra pagina presenti una call to action specifica e che, naturalmente, abbia una sintesi esplicativa di quanto contenuto nella pagina in questione.

Consigli tecnici per l’ottimizzazione e call to action

In generale, ciò che accomuna tutti i visitatori è la pertinenza di quanto contenuto nella nostra pagina; i lettori non amano perdere tempo a scansionare informazioni inutili, ecco perchè è buona regola conoscere il target cui ci stiamo rivolgendo.

Parlando sempre di norme generali e di accortezze valide per tutte le tipologie di lettori, l’intestazione resta comunque uno dei punti più importanti ed è fondamentale essere chiari, diretti, sintetici e possibilmente utilizzare quelle parole chiave che il visitatore si aspetta di trovare. Stessa cosa dicasi per un sottomenu che deve contenere frasi brevi e chiare oltre che parole comuni: l’utente medio non ama scontrarsi con parole eccessivamente ricercate e di cui non conosce l’esistenza. Meglio essere concisi e diretti, non scordandoci mai che l’esigenza è sempre e comunque quella di convertire. Per questo accanto all’intestazione ed alle parole più importanti è buona norma inserire una qualche call to action. Sempre senza esagerare, pena l’ottenimento del risultato opposto a quello desiderato.

Luca Migliorati
Luca Migliorati
CEO & Founder