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Squeeze Page: quant’è vero che nel web “the money is in the list”

Come è ormai palese a tutti è da diverso tempo che la battaglia nel web si sta giocando interamente sulla pubblicità e sulla possibilità di creare una lista di contatti profilata e targettizzata. Oggi voglio parlare delle “Squeeze Page”, conosciute anche come lead capture page (pagine cattura contatti) o funnel page (pagine imbuto). Sarebbero un tipo particolare di landing page con un unico obiettivo: raccogliere nome e indirizzo email del visitatore (ed eventualmente di altri dati). L’obiettivo principale che hanno è incrementare il più possibile una lista di contatti. D’altronde tutti sappiamo che un’ampia lista è uno degli elementi più importanti di ogni attività di web marketing. Più del 50% delle transazioni non si concludono durante la prima visita, infatti la maggior parte delle vendite viene effettuata durante le visite successive. Quindi ottenere dei dati di contatto precisi e mirati è importante per incrementare il tasso di conversioni.

Una Squeeze Page può essere molto performante se ben fatta

Una Squeeze Page classica prevede che l’utente inserisca obbligatoriamente i propri dati per poter accedere alle informazioni che desidera. C’è anche una versione alternativa dove si permette all’utente di raggiungere le informazioni cliccando su un piccolo link in fondo alla pagina (senza dover necessariamente inserire i propri dati). In entrambi i modi dal momento in cui un utente fornisce i suoi dati si potranno successivamente personalizzare tutti i contenuti che vedrà in seguito: le e-mail di conferma, la pagina di ringraziamento, i followup, etc. etc.

L’elemento principale di questa pagina è il box di registrazione, dovrà essere ben visibile ed accessibile. Il bottone di invio non deve essere quello standard: invia, submit o cose simili ma dovrebbe contenere un contenuto che faccia leva sul beneficio ottenuto dalla registrazione: “Scarica ora il tuo coupon sconto!”, “Scopri delle imperdibili offerte!”, etc. Se volete potrete anche usare un’immagine invece di un bottone HTML, l’importante è che la sua funzione sia inequivocabile (un consiglio è quello di sfruttare l’attributo HTML tabindex, in questo modo il bottone sarà l’ultimo fattore ad essere raggiunto dall’utente quando utilizza il tasto tab per spostarsi da un campo all’altro).

Un’altra strategia vincente è quella di usare un elenco puntato per descrivere i vantaggi che si otterranno inserendo i dati, sono molto efficaci e leggibili ma ricordate sempre: l’obiettivo è convincere l’utente a compilare la form, non deve fare altro. Il tasso di conversione di una Squeeze Page può essere molto ampio, fino al 60%, questi sono i fattori che incidono di più:

  • il design: graficamente accattivante ed in linea con la comunicazione del brand
  • poche richieste: ogni informazione che chiedi all’utente è un ostacolo da superare. Nelle Squeeze Page si ottengono i migliori risultati chiedendo solamente il nome e l’indirizzo email
  • l’headline ed il contenuto: deve suscitare l’interesse del visitatore e spingerlo a continuare nella lettura e se possibile, ad eseguire l’azione di conversione.
  • ricompensa: maggiore sarà la ricompensa che l’utente si aspetta di ottenere, migliori saranno le possibilità che compili la form.
  • privacy: la principale preoccupazione che assilla un utente quando arriva su una Squeeze Page è la sua privacy.
Nicky Seizinger
Nicky Seizinger
Marketing Manager